Il tema 2026: "HOME – Francesco, va’ e ripara la mia Casa"
Il filo conduttore di quest'anno si lega intimamente alle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Il tema scelto è HOME: una parola semplice ma universale che non significa soltanto "casa", ma anche appartenenza, radice, rifugio e speranza.
Il percorso pinerolese: alla scoperta del convento perduto
Per l'edizione 2026, l'Associazione Ar.Co Ets propone ai pinerolesi un affascinante salto nel passato, alla scoperta di un luogo inedito della Pinerolo medievale: l'antico Convento e Chiesa di San Francesco, un complesso di enorme importanza storica oggi scomparso, sui cui resti sorge l'attuale Istituto delle Suore di San Giuseppe.
Eretto nel 1222 ai piedi del colle di San Maurizio, poco dopo la fondazione dell'Ordine Francescano, il complesso era grandioso: una chiesa a cinque navate lunga 47 metri e un campanile di 50 metri. Fu un centro nevralgico per la cultura cittadina, ospitò scuole di teologia e filosofia, le riunioni delle corporazioni artigiane e, fino al 1588, le sepolture dei Principi d'Acaia e dei Savoia.
Vittima delle soppressioni napoleoniche, la chiesa fu demolita nel 1807, prima che l'area venisse acquisita nel 1828 dalla Congregazione delle Suore Giuseppine.
Il programma della serata
Il percorso ideato per venerdì 5 giugno permetterà a cittadini e turisti, credenti e non, di vivere un'esperienza unica e coinvolgente:
Ore 20:30 - Il Ritrovo: Partenza davanti all’Istituto delle Suore di San Giuseppe (Via Principi d’Acaja, 82).
La Visita Inedita: Esplorazione guidata all’interno dell’istituto per ammirare i resti dell’antica chiesa medievale e ripercorrerne la gloriosa storia.
La Discesa Storica: Passeggiata lungo Via Principi d’Acaja, accompagnati da racconti e aneddoti sulla Pinerolo del passato.
L’arrivo in Cattedrale: Visita al Duomo di San Donato per riscoprire la figura di San Francesco d’Assisi tra i santi raffigurati al suo interno.
La Conclusione: Riflessione finale a cura del Vescovo di Pinerolo, Mons. Derio Olivero.
«Vi invitiamo a partecipare numerosi», concludono gli organizzatori di Ar.Co Ets, «perché vogliamo mostrare una Chiesa viva: bella, aperta, accogliente e capace di stimolare riflessioni su temi che ci coinvolgono tutti».